Il programma del Carnevale 2022 - "Ricordare il futuro", proviamo a cambiarlo!
- Francesca Carbonara
- 21 feb 2022
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 23 feb 2022
di Giusy Neri
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Quest’anno il Carnevale di Venezia inizia il 12 febbraio e si protrae fino al primo marzo, limitato dalle persistenti modalità anti-Covid, ma diffuso in spazi aperti nel fine settimana (12, 13, 19, 20 febbraio) e nei giorni della settimana grassa (dal 24 febbraio al primo marzo) con una programmazione diffusa di spettacoli di musica, circo-teatro, burattini, acrobatica e clownerie.
La principale manifestazione veneziana di piazza, il cui direttore artistico è lo scenografo del Gran Teatro La Fenice Massimo Checchetto, ha per tema 2022 “Remember the future”: un invito a guardare sotto una luce ottimistica a quel che verrà, senza tuttavia rinnegare ciò che è stato. Per il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, “un messaggio di speranza, soprattutto ai bambini. Sarà una manifestazione diffusa sul territorio, con tanti spettacoli e appuntamenti nei diversi luoghi della città, oltre a eventi e concorsi che accompagneranno grandi e piccoli in questi giorni di festa”.
La principale manifestazione veneziana di piazza, il cui direttore artistico è lo scenografo del Gran Teatro La Fenice Massimo Checchetto, ha per tema 2022 “Remember the future”: un invito a guardare sotto una luce ottimistica a quel che verrà, senza tuttavia rinnegare ciò che è stato. Per il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, “un messaggio di speranza, soprattutto ai bambini. Sarà una manifestazione diffusa sul territorio, con tanti spettacoli e appuntamenti nei diversi luoghi della città, oltre a eventi e concorsi che accompagneranno grandi e piccoli in questi giorni di festa”.

La tradizionale Festa Veneziana sull’Acqua ha luogo nello scenario dell’Arsenale, trasformato in un teatro a cielo aperto con giochi di luce e spettacoli sull'acqua. La Festa si protrae al giorno seguente, con le prime sfilate di gondole e costumi a cui seguono degustazioni di cicheti e altre specialità veneziane insieme ai dolci della tradizione, fritole e galani. Ulteriori spettacoli dal Giovedì Grasso 24 febbraio al Martedì Grasso 1o marzo con due repliche al giorno alle 18.45 e 21.15. Non si terranno invece eventi come il volo dell’Angelo e dell’Aquila, nonché il palco animato in Piazza San Marco per scongiurare il rischio di assembramenti.
Tra le principali iniziative delle istituzioni veneziane, la Fondazione Querini Stampalia spalanca le porte per la serata Giochi e mascheramenti: è prevista una visita alle collezioni d’arte, seguita da un concerto inedito a partire dalle opere dedicate al Carnevale di Gabriel Bella, a cura di Cecilia Vendrasco al flauto, Pietro Tonolo al sassofono e Giancarlo Bianchetti alla chitarra.
Al Portego di Ca’ Giustinian apre invece la mostra Il Carnevale squarcia la nebbia. Venezia, Scaparro, La Biennale 1980, 1981, 1982, 2006 dall’Archivio della Biennale di Venezia, che l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) organizza in omaggio ai 90 anni del Maestro Maurizio Scaparro, direttore del Settore Teatro dal 1979 al 1982 e dal 2006 al 2009. La mostra si compone di fotografie, video, manifesti, documenti, oggetti e articoli d’epoca che raccontano e illustrano i memorabili Carnevali ideati e organizzati da Scaparro. Si terrà fino al 15 maggio.
La Scuola Grande dei Carmini ospita la quinta edizione di Storie di moda. Attraverso una visita guidata, è possibile immergersi nel passato: in venti costumi, fedelmente riprodotti da Francesco Briggi da documenti originali o tratti da dipinti dei più importanti pittori veneziani, si può assistere a quasi quattrocento anni di storia, a partire dal primo rinascimento, con i rappresentanti delle “compagnie di calza”, fino ai giorni nostri.
Fino al primo marzo un’installazione immersiva dell’Archivio Storico (ASAC) sarà ospitata a Forte Marghera, titolo Archèus. Labirinto Mozart, di Ophicina e Damiano Michieletto, realizzata in collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia. A Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casino’ di Venezia, ha invece luogo il Dinner Show “Venezia Imaginarium” creato da Antonia Sautter e condotto da Principe Maurice, in programma tra l’altro dal 24 febbraio fino alla fine del Carnevale.
Il 23 febbraio dalle 20:30 il Teatro Goldoni mette in scena Ramona, la tragica storia d’amore tra due treni, regia, ideazione, testo e scenografia di Rezo Gabriadze, performers e marionettisti Tamar Kobakhidze, Tamar Amirajibi, Anna Nijaradze, Irakli Sharashidze, Niko Gelovani, Badri Gvazava.
In tema teatro, il 24 febbraio andrà in scena alla Fenice la prima rappresentazione assoluta de “Le baruffe”, regia di Damiano Michieletto, musica di Giorgio Battistelli tratta da Le baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni. L’opera è ambientata a Chioggia e vede come protagonisti i pescatori del centro lagunare.
Nella stessa serata del 24, presso il Teatro a l’Avogaria, appuntamento con la commedia Casanova, Goldoni e il Sacro Graal, sesta stazione del percorso teatrale I Fantasmi di Goldoni e Casanova a Venezia, in scena Manuela Muffatto, Vittorio Lora, Alessandro Esposito, Roberto Milani, Salvatore Esposito, Romina Marini, all’arpa Sonia Dainese.
Il 26 febbraio nell’androne di Ca’ Pesaro è possibile assistere allo spettacolo tenuto dall’ “E m’incanto trio” composto da Monica Giori, Verdiana Bacchin ed Erika Tosato, con la partecipazione di Martino Tosetto e Stefano Versace. Il gruppo musicale propone un percorso festoso che dagli antichi canti popolari e dalla commedia dell’arte porta alle canzoni eseguite ancor oggi durante le ‘carovane’ dei gondolieri.
Tra le feste private di palazzo è confermato anche il famoso Ballo del Doge, che si svolge sabato 26 febbraio a Palazzo Pisani Moretta. La nuova edizione ha un titolo che ben si confà al periodo che stiamo vivendo: “Time for a New Renaissance”.
Nota dell’autrice:
Era il 2020 quando decisi di trasferirmi a Venezia, di cui conservavo un ricordo lontano e confuso avvolto dall'entusiasmo e dall’eccitazione tipici delle prime gite scolastiche lontano da casa. Quando ha avuto inizio la mia esperienza veneziana, la città stava ancora elaborando le personalissime regole che avrebbero dettato la convivenza con il virus. In qualità di evento più atteso dell’anno, tanto per una componente culturale che prettamente economica, la città lagunare non ha mai avuto intenzione di rinunciare al proprio Carnevale, che avrebbe dovuto pertanto adeguarsi alle regole sopracitate.
Una volta presa visione del programma di quest’anno, mi fermo a pensare. Quando leggo del ‘concorso di bellezza’ delle Marie del Carnevale non posso che storcere il naso. Anche quest'anno, sfortunatamente, non si reputa necessario rinunciare al concorso delle Marie, istituzione che non fa che promuovere corpi conformi, oltre a ricordare alle donne e a chi viene socializzat* come tale che il nostro corpo è assimilabile a una proprietà pubblica, oggetto di sguardi e giudizi non richiesti.
Curioso è il titolo che si è scelto per questo 2022, tanto illogico come la mente a cui è ispirato: è stato infatti Salvador Dalí a pronunciare la frase "e più di tutto mi ricordo il futuro". A questo proposito, il direttore artistico Massimo Cecchetto dichiara: "camminando per Venezia, sebbene con una meta precisa si è costretti a continui cambi di direzione, le calli terminano in una svolta; dietro ad una svolta una sorpresa, spesso una meraviglia, quasi sempre un futuro. [...] quel futuro che questa città piena di passato scatena in chi la vive. Proprio un luogo in perenne contraddizione, dove si fondono sogno e realtà".
Io non conosco Venezia così bene da poter dire di ritrovarmi in queste parole, ma immagino che, nonostante la classica retorica di "città unica al mondo", condivida con ogni luogo della Terra paradossi e contraddizioni. Anche solo a guardarla, Venezia appare cristallizzata nel passato, un non-luogo in cui il tempo si rifiuta di scorrere e deturpare, in cui il marcio si nasconde tra le intercapedini del sogno. In un contesto del genere, il Carnevale non viene percepita come mera tradizione, ma acquista il valore di vera e propria istituzione culturale, capace di trasmettere messaggi e valori. Proprio per questo se penso a un "Nuovo Rinascimento" e alla volontà di "Ricordare il futuro" non posso evitare di percepire un certo attaccamento a quel che è stato, a un passato che ci si ostina a non lasciar andare e a riproporre insistentemente. Immaginare un nuovo futuro, da trasformare e costruire secondo i bisogni di tutt*, è un'urgenza, oltre che una necessità. Ma non possiamo realizzarlo se ci ostiniamo a promuovere un passato di diseguaglianze.
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