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Concetti di Identità e Alterità: Simon Levis Sullam, professore di Storia dell'Europa contemporanea



Quale definizione darebbe ai concetti di Identità e Alterità applicati al suo ambito di studi e di insegnamento?

La categoria di identità è particolarmente problematica per lo storico perché, in senso etimologico, presuppone la nozione dell'"identico", di ciò che è uguale a se stesso e non muta – un concetto, o meglio, un'esperienza – che non si dà sul piano storico, dove ogni cosa costantemente muta. D'altra parte è vero che anche gli storici si sono molto interessati all'identità, nel senso di rappresentazioni (o anche auto-rappresentazioni) individuali e di gruppo attraverso il tempo: ad es. le identità nazionali, o l'identità di un attore storico. Anche l'alterità interessa agli storici, innanzitutto come rappresentazione di ciò che è percepito come diverso, straniero ed estraneo, con tutte le conseguenze che questo tipo di rappresentazione può avere.



Quale significato ha, nell'ambiente universitario e accademico d'oggi, il concetto di Alterità, associato poi al dibattito femminista? Quindi quanto è importante, o non importante, mantenere ancora valida la dicotomia uomo/donna o donna/uomo?

Il concetto di alterità mi sembra fecond



o per l'ambiente universitario e accademico, se pensato come incontro con l'altro da sé. Ognuno è portatore di proprie caratteristiche verso cui dobbiamo aprirci, che vogliamo conoscere, studiare o semplicemente frequentare ed accogliere. Certamente questa nozione è stata molto nutrita dalla teoria e dai dibattiti femministi, ma anche dall'antropologia.

Le dicotomie uomo/donna e donna/uomo sono importanti in quanto rappresentazioni o percezioni e autorappresentazioni e autopercezioni. Ma esistono anche caratteristiche specifiche che denotano queste dicotomie, la cui percezione è però cambiata nel tempo: ad es. rispetto ai corpi, ai ruoli, alle funzioni. Non è detto che queste polarità debbano essere pensate come delle dicotomie, cioè delle contrapposizioni radicali. D'altra parte esistono anche altre rappresentazioni e autorappresentazioni e caratteristiche che non rientrano in queste dicotomie e di cui dobbiamo tenere conto, come quelle LGBT o altre che non si riconoscono in definizioni binarie o non vogliono definirsi. Allo storico interessa storicizzare queste rappresentazioni e caratteristiche, collocandole nel tempo. Sul piano universitario e accademico penso sia necessario sia il loro riconoscimento e sviluppo ad es. nei Queer studies, che la loro inclusione all'interno della comunità universitaria come esperienze rivendicate e vissute.


 
 
 

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